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Nome: Matteo Giorgioni
E-MAIL: thonythonino@yahoo.it
Tavole... al mondo ce ne sono tante.
In questo blog ne troverete diverse.
La scelta di "droppare" [l'atto di buttarsi da una rampa con una tavola da sk8] partendo dalla mia tesi di laurea: "AIDS, LA STORIA INVISIBILE",
mi permette d'informare sulle connessioni storiche e recenti tra scienza, governi e industrie troppo spesso celati dall' "autorità" scientifica.
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Pianista no Mangue
Molto difficile questo viaggio.. differente da tutti gli altri. Tutto ovviamente condizionato dall´assalto ad Airton, e la grazia di Dio, nel renderci tuttora illesi nonostante il rischio estremo. Innanzitutto gazie a tutti coloro che mi hanno scritto, vi ho sentito vicino, molto. Si.. viaggiare in questo modo non é facile... é sempre un mettersi allá prova... sopportare situazioni insopportabili a volte, Fortaleza é molto rumorosa, inquinata, caótica.. un vero e próprio delírio, l ultimo posto da scegliere, come vacanza. È violenta, pericolosa... a mio avviso totalmente fuori controllo... ed io che mi lamentavo di Bologna... (mi auguro comunque che la prossima amministrazione sia molto piú sociale e concreta .. che d´apparenza). In piú.. scegliere di stare in mezzo alla favela, potete immaginare é un qualcosa che allo stesso tempo ti arricchisce, ma che altrettanto.. é in grado di porre dei gran limiti alla tua libertá. Dal momento dell´assalto non mi sento piú di girare per le strade di Pirambú da solo, come una volta... anche se solo per comprare delle banane o andare in un internet point... da qui la mia poca presenza via web. Mentre invece a Vila Velha, mi sento sempre protetto, libero... tutte le volte che vi entro un´ energia unica, che solo lí percepisco ..mi pervade, in maniera toalizzante. Come se mi nutrisse.... L´amore della comunitá mi avvolge: i loro sguardi, la loro sofferenza e la loro gioia, le loro lacrime ed il loro sudore, la falange mozzata nella mano destra del Sig. Raimundo, il grande spazio che separa gli incisivi della cuoca Liduina, in un evidente imbarazzo tutte le volte che sorride. Sorride anche se suo fratello é ricoverato da piú di un mese in una sorta di coma vegetativo, con la faccia deformata, in seguito ad un incidente sul lavoro. Mentre potava un albero, un suo collega, sbagliando... ha fatto cadere parte di un altro albero sulsuo viso. É in attesa di due operazioni molto delicate. Ma Liduina sorride... La casa d´accoglienza da poco fatta ed ultimata dopo la partenza dei miei genitori, é stata ceduta ad un gruppo di donne che vivono a Vila Velha. Un gruppo speciale: donne che lottano assieme da due anni, assieme. Hanno richiesto all´inizio della loro lotta alla Prefeitura di Fortaleza (il Comune di Fortaleza) dei macchinari per potere produrre dei tappeti, vestiti, copricuscini, zerbini, presine, borsette, etc.. utilizzando esclusivamente materiali di recupero, pezzi di stoffa scartati e che andrebbero persi nell´immondizia. Emaus li raccoglie dalle ditte e loro li assemblano creando cose meravigliose, fatte a mano. Si.. fatte a mano. Da donne di Vila Velha. Donne che grazie ad i servizi e progetti realizzati d Macondo, hanno trovato in loro non solo la forza di reagire, ma anche la capacitá di unirsi, capire che “insieme” si puó fare di piú... e a trovare una strada... che senza saperlo appoggia la “decrescita felice”, capitanata da Latouche e divulgata in Italia da Maurizio Pallante. Ho girato dei video... li monteró assieme a Sabrina dell´AIC. Ne faremo un cortometraggio che proporró nei miei concerti, affinche si inizi ad appoggiare questo gruppo di Donne forti, vere Donne. Oltre a osservare e vivere la comunitá in questi giorni assieme ad Erivardo (il marito dell´infermiera) abbiamo fatto di tutto affinché il concerto nel mezzo delle baracche... riuscisse al meglio. Questo mio obbiettivo.. si é rivelato molto piú difficile di quanto pensassi. Mi sforzo di non dilungarmi nei dettagli, anche se ce ne sarebbe bisogno... ma é doveroso dirvi.. che tutto questo é stato appoggiato da una forza misteriosa, celata ma sempre presente... che viene da lontano, o forse da troppo vicino, in mezzo a noi.
La consapevolezza che fossimo nel giusto cammino é stata confermata ad ogni step della realizzazione de “Pianista no Mangue” (Pianista nel fango). A partire dalla ricerca di un pianoforte digitale... fino ad arrivare al tempo. Si ... al clima. Dovete sapere che da quando siamo arrivate, tutt i giorni... dico.. tutti i sacrosanti giorni é piovuto. Non semplice pioggia a cui noi siamo abituati... non cé alcun paragone. Sempre... catini ed ettolitri d ´acqua scagliati violentemente dal cielo. Il giorno prima del concerto.. addirittura.. mentre provavo, ripassando sia con Lisa che con Airton, é addirittura comparso una sorta di tornado.. cielo nero, tuoni che ci spaventavano.... un diluvio universale. Durante la settimana... scherzando e allo stesso tempo essendo estremamente serio, consapevole della loro forte devozione a Dio.. a tutte le persone che incontravo a Vila Velha chiedevo loro di fare una preghierina, prima di dormire affinché non venisse a piovere... la “Quarta feira” (mercoledi). Uno puó crederci oppure no.... un´altro puó sorridere... un altro pensare “Ma vah.....?!?!?!?”... ma ebbene... mercoledi.. é stato un giorno sereno, pieno di sole dall´alba ad oltre al tramonto. Incredibile, davvero incredibile. Io, rispetto all´elenco... ci ho creduto e mi piace crederci.. che ci sia stata questa mano invisibile, che ha condotto il timone verso la direzione giusta. Convinto che Granny e Davide abbiano a loro volta contribuito, come sempre del resto. Sto grondando sudore in questo soffocante internet point, ricavato da una sorta di grande garage... le zanzare mi stanno massacrando.... ma oramai non ci faccio piú caso... ma sono felice, molto felice, soprattutto di aver condiviso tutte queste emozioni con la persona che amo, e con cui ho scelto di passare il resto della mia vita. Come si puó raccontare un concerto con le parole ???
Si puó iniziare dall´orario: 17:00.. ora del tramonto con il fiume in piena... cielo sereno e quel caldo tipico brasiliano, di cui sentivo nostalgia, anzi saudade... si respiravano tante e diverse emozioni, prima fra tutte quella di donare la cosa a me piú preziosa, la musica. Musica che mi ha fatto rinascere, rivivere.. trovare un senso alla mia vita, una ragione di vita. Emozioni tradotte in musica e musica che evocava emozioni. Musica che univa... un linguaggio universale che avvicina... il diverso scompare... siamo tutti uguali difronte a Lei, veicolo di sensazioni, ricordi, speranze... scorreva tutto... fiume compreso. Si respirava gioia, spensieratezza... la miseria per quelle ore non era piú presente.. bambini che correvano.. mamme che si commuovevano.. sorrisi.... e anche quelli che inizialmente erano un po´timorosi nell avvicinarsi troppo.. pian piano si sono aperti a noi... hanno liberato il loro cuore... felice.
La presenza di Lisa é stata fondamentale, la sua voce, principalmente.. accarezzava dolcemente quegli animi... rendendoli non piú solo ascoltatori o spettatori... ma anche protagonisti.... Durante i brani conosciuti... iniziava uno a battere le mani, poi un altro, e ancora un altro e cosi via.... musica aggregante.. potente, sotto quel piccolo miracolo di cielo stellato giá alle 18. Unico giorno limpido.... sereno. Come gli animi di quelle persone. Poi... il momento delle videoproiezioni.... ovviamente senza commenti e spiegazioni... loro sanno bene la loro vita ed i progetti fati da macondo, ma spiegavo loro l´importanza di far conoscere agli italiani anche l´altra faccia del Brasile.... quella sconosciuto o volutamente taciuta. Musica aggregante.... Ho ricevuto tantissimo.... anche loro mi hanno trasmesso emozioni, commozioni... ma non potevo piú di tanto esternare dovevo continuare... poi Airton h apreso in mano il microfono e ha cominciato a cantare “Canta canta amigo canta” ed i bambini a seguirlo in coro.... Io osservavo con il magone in gola quel fiume.... ricordando il primo bagno con lui, il mio grande amico avvocato, nell óttobre del 2005. Quel bagno che fu per me una sorta di battesimo. Verso la consezione dell´altro, del sapersi donare, della gratuitá del gesto, verso me stesso.. Pianista no mangue ero io, prima di incontrare Vila velha... immerso nel mio fango ... alla disperata ricerca di un cammino di una strada... della vita.
Una frase di una donna mi ha molto colpito: “Molti musicisti qui in brasile fanno beneficienza, ma da lontano.... raccogliendo soldi facendo concerti in immensi e prestigiosi teatri o stadi.... e poi donandoli.... ma molto diverso é impegnarsi personalmente fino a scegliere di venire fin qua... tra di noi, in mezzo a tutte queste zanzare e baracche... e donarci musica....”... Il momento senza dubbio píu coinvolgente é stato al fine quando... l´applauso finale si é trasformato in un canto nella loro lingua.... alzando le mani e abbasandole, ripetutamente.... come una sorta di imposizione sulla nostra testa...: era un canto di benedizione... e questa volta, finalmente..le lacrime bianche non sono uscite solo dai miei occhi e dal mio cuore.
