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Nome: Matteo Giorgioni
E-MAIL: thonythonino@yahoo.it
Tavole... al mondo ce ne sono tante.
In questo blog ne troverete diverse.
La scelta di "droppare" [l'atto di buttarsi da una rampa con una tavola da sk8] partendo dalla mia tesi di laurea: "AIDS, LA STORIA INVISIBILE",
mi permette d'informare sulle connessioni storiche e recenti tra scienza, governi e industrie troppo spesso celati dall' "autorità" scientifica.
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Chi é la vera vittima ??
Due giorni... un fiume di emozioni. Prima fra tutte.. il re-incontro con Airton, l´amico avvocato. Poi... la ricerca dell´attrezzatura per il concerto che faremo a Vila Velha.. quasi senza speranza di riuscita: nessun negozio di strumenti musicali noleggia niente, qui a Fortaleza. Troppo poco remunerativo e troppo rischio che gli oggetti tornino guasti. E gira, gira gira.. da una “loja” alla´altra... niente. Solo tanti numeri di persone, chiesti ai musicisti incontrati all´interno dei negozi. E tanta speranza.. che ieri mattina si é concretizzata: abbiamo trovato uno studente disposto a noleggiarci il suo piano digitale per il concerto “na favela”. Questo alle 12:30. Si torna a casa di Airton per pranzare con riso e fagioli. Caffé e si riparte.... destinazione Vila Velha (che ancora non avevamo avuto modo di visitare). Ci viene a prendere Chagas, l´avvocato braccio destro di Airton, con la sua macchina scarcassata. Saliamo sulla sua macchina e via... a fatica... si parte. Tanta voglia di riabbracciare i bimbi, nel tragitto... ripercorrevo le foto dei loro visi, scattate dai miei genitori un mese fa... i loro sorrisi, i filmati in cui chiedevano di me... e sorridevo .. emozionato, nell´immaginarmi l´ennesimo re- incontro. “TU-TUMM !!!” All´improvviso, un botto.. dopo un dosso... la macchina si ferma. Il motore si spegne.. nel mezzo di un incrocio. Chagas... un po´agitato e un po´imbarazzato tenta inutilmente piú volte di riaccenderla.. ma niente, il motore non riparte. Desolato si volta verso di noi, poi verso Airton dicendogli “ O Alcool acabou !!” [La benzina é finita!!] Eravamo nel mezzo di un incrocio, nel molo, alla fine della “Barra do Céará”, a meno di
Airton risponde al cellulare... e un ragazzo con un cappellino rosso si avvicina velocemente a lui, estrae una pistola, un revolver.. e glielo punta alla testa. Dio mio. Il respiro mi si blocca, lo stomaco si stringe, una vampata di calore mi pervade ed il cuore accelera... paura, tanta. avviso Lisa con la voce strozzata, le dico “Stanno assaltando Airton”. Ci paralizziamo... su quella torretta di legno, pensieri, corpo.. solo il cuore correva. Istintivamente nascosi il mio amato borsello in pelle dentro alle mutande, e attonito continuo ad osservare, da quei 10 metri di distanza, che sembravano 2... Airton gli consegna il cellulare, deduco che il ragazzo gli chiede altro... lui scuote la testa, il ragazzo urla, non so che... ed Airton cede, gli consegna anche il portafoglio... Chagas ed Erivardo a poco piú di un metro di distanza osservano, anche loro paralizzati... mi rendo conto che l´assaltatore é un ragazzino... avrá si e no 18 anni, forse. Completamente impazzito, sempre con urla che mi frustavano il cuore... incominció a scappare, infilandosi il revolver, nel costume da bagno. Da quell´esatto momento dentro me il terremoto... sapevo di dover mantenere la calma... ma era impossibile. Un forte senso di smarrimento mi pervadeva. Sgomento, rattristato, impotente... piccolo... vittima... indifeso. Dio mio.. perché ??? Airton chiede le chiavi della moto ad Erivardo, la mette in moto e corre verso l´assaltatore. Ed io ancora piú smarrito.... poche parole con Lisa... nessuna con Erivardo e Chagas... che addirittura si allontana. Non si puó descrivere con parole il gelo che scorre dentro alle vene, nei momenti di vera paura. Non avevo mai vissuto prima.. una cosa del genere. Dio mio... il giorno ha reso tutto questo ancora piú violento e duro da digerire. Guardando gli sguardi delle persone brasiliane presenti, mi tornava in mente mia mamma, nel momento in cui, prima di lasciare l Italia, ci regaló 2 quadrifogli. Al fatto che la mia paura per l aereo é sempre piú presente..... e invece il pericolo non era nell´aria, nel cielo... ma nella strada, nella favela. Pensavo anche a quelle persone che in Italia, conoscendomi poco, dall´esterno considerano questi viaggi, di piacere.... “Beato lui, che va lá !!!” E al fatto che invece in un istante tutto puó scomparire. Terminare. E questa volta non sono solo, cosa che amplifica tutte queste sensazioni. Un assalto ad Airton, l´avvocato della favela,,, conosciuto e rispettato da tutti, e noi, di conseguenza. Com´e´possibile?? Non riuscivo a spiegarmelo. Vivevo esattamente questo: l´invulnerabile grazie alla sua enorme umanitá ed altruismo si é trasformato in vulnerabile. Ma poi.. pensavo che Airton gli era corso dietro.. in moto..e alla sua vita.. di nuovo in pericolo. Forse per una dose di crack, forse per la fame, forse per tutte e due le cose. Ma perché ad Airton ??? Cosa significa ??? Non ho mai avuto una paura cosí vera e forte nella mia vita, mista ad un forte senso di smarrimento. Non riuscivo a parlare, ne a piangere... solo immagini si alternavano dentro me e sgomento, tanto sgomento. Passa il tempo. Mezz´ora dopo. Siamo in macchina tutti e quattro, stiamo andando a Vila Velha ed Airton mi parla dell´accaduto... fissandomi negli occhi con il sorriso sulla bocca,. Mi dice che pensava fosse uno scherzo “uma brincadera”... e tante tante altre cose....ma sempre con il sorriso sulla bocca... tranquillo, sereno, ma triste per il forte disagio sociale... non per il suo. Pensavo a che grande uomo é, Airton... che parla sempre per metafore.. che canta sempre;.. che sorride... a come reagisce a queste situazioni estreme... sempre sorridendo. Non capivo.... poi.... all´improvviso mi disse “Matteo nao foi eu a vitima, eli es a vitima do sistema, minha razao para viver é mudar la vida d´eli, ofrecer otra opportunidade”. [Matteo, non sono stato io la vittima oggi, lui é la vittima del sistema] Io.. solo in quel momento cominciai a piangere... e fu una grande liberazione.
