AIDS, LA STORIA INVISIBILE Scienza, governo e industria nell'epidemia del XX secolo

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Utente: LaTavola
Nome: Matteo Giorgioni
E-MAIL: thonythonino@yahoo.it Tavole... al mondo ce ne sono tante. In questo blog ne troverete diverse. La scelta di "droppare" [l'atto di buttarsi da una rampa con una tavola da sk8] partendo dalla mia tesi di laurea: "AIDS, LA STORIA INVISIBILE", mi permette d'informare sulle connessioni storiche e recenti tra scienza, governi e industrie troppo spesso celati dall' "autorità" scientifica.

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venerdì, 24 aprile 2009

Pianista no Manguemangue


Molto difficile questo viaggio.. differente da tutti gli altri. Tutto ovviamente condizionato dall´assalto ad Airton, e la grazia di Dio, nel renderci tuttora illesi nonostante il rischio estremo. Innanzitutto gazie a tutti coloro che mi hanno scritto, vi ho sentito vicino, molto. Si.. viaggiare in questo modo non é facile... é sempre un mettersi allá prova... sopportare situazioni insopportabili a volte, Fortaleza é molto rumorosa, inquinata, caótica.. un vero e próprio delírio, l ultimo posto da scegliere, come vacanza. È violenta, pericolosa... a mio avviso totalmente fuori controllo... ed io che mi lamentavo di Bologna... (mi auguro comunque che la prossima amministrazione sia molto piú sociale e concreta .. che d´apparenza). In piú.. scegliere di stare in mezzo alla favela, potete immaginare é un qualcosa che allo stesso tempo ti arricchisce, ma che altrettanto.. é in grado di porre dei gran limiti alla tua libertá. Dal momento dell´assalto non mi sento piú di girare per le strade di Pirambú da solo, come una volta... anche se solo per comprare delle banane o andare in un internet point... da qui la mia poca presenza via web. Mentre invece a Vila Velha, mi sento sempre protetto, libero... tutte le volte che vi entro un´ energia unica, che solo lí percepisco ..mi pervade, in maniera toalizzante. Come se mi nutrisse.... L´amore della comunitá mi avvolge: i loro sguardi, la loro sofferenza e la loro gioia, le loro lacrime ed  il loro sudore, la falange mozzata nella mano destra del Sig. Raimundo, il grande spazio che separa gli incisivi della cuoca Liduina, in un evidente imbarazzo tutte le volte che sorride. Sorride anche se suo fratello é ricoverato da piú di un mese in una sorta di coma vegetativo, con la faccia deformata, in seguito ad un incidente sul lavoro. Mentre potava un albero, un suo collega, sbagliando... ha fatto cadere parte di un altro albero sulsuo viso. É in attesa di due operazioni molto delicate. Ma Liduina sorride... La casa d´accoglienza da poco fatta ed  ultimata dopo la partenza dei miei genitori, é stata ceduta ad un gruppo di donne che vivono a Vila Velha. Un gruppo speciale: donne che lottano assieme da due anni, assieme. Hanno richiesto all´inizio della loro lotta alla Prefeitura di Fortaleza (il Comune di Fortaleza) dei macchinari per potere produrre dei tappeti, vestiti, copricuscini, zerbini, presine, borsette, etc.. utilizzando esclusivamente materiali di recupero, pezzi di stoffa scartati e che andrebbero persi nell´immondizia. Emaus li raccoglie dalle ditte e loro li assemblano creando cose meravigliose, fatte a mano. Si.. fatte a mano. Da donne di Vila Velha. Donne che grazie ad i servizi e progetti realizzati d Macondo, hanno trovato in loro non solo la forza di reagire, ma anche la capacitá di unirsi, capire che “insieme” si puó fare di piú... e a trovare una strada... che senza saperlo appoggia la “decrescita felice”, capitanata da Latouche e divulgata in Italia da Maurizio Pallante. Ho girato dei video... li monteró assieme a Sabrina dell´AIC. Ne faremo un cortometraggio che proporró nei miei concerti, affinche si inizi ad appoggiare questo gruppo di Donne forti, vere Donne. Oltre a osservare e vivere la comunitá in questi giorni assieme ad Erivardo (il marito dell´infermiera) abbiamo fatto di tutto affinché il concerto nel mezzo delle baracche... riuscisse al meglio. Questo mio obbiettivo.. si é rivelato molto piú difficile di quanto pensassi. Mi sforzo di non dilungarmi nei dettagli, anche se ce ne sarebbe bisogno... ma é doveroso dirvi.. che tutto questo é stato appoggiato da una forza misteriosa, celata ma sempre presente... che viene da lontano, o forse da troppo vicino, in mezzo a noi. cartaLa consapevolezza che fossimo nel giusto cammino é stata confermata ad ogni step della realizzazione de “Pianista no Mangue” (Pianista nel fango). A partire dalla ricerca di un pianoforte digitale... fino ad arrivare al tempo. Si ... al clima. Dovete sapere che da quando siamo arrivate, tutt i giorni... dico.. tutti i sacrosanti giorni é piovuto. Non semplice pioggia a cui noi siamo abituati... non cé alcun paragone. Sempre... catini ed ettolitri d ´acqua scagliati violentemente dal cielo. Il giorno prima del concerto.. addirittura.. mentre provavo, ripassando sia con Lisa che con Airton, é addirittura comparso una sorta di tornado.. cielo nero, tuoni che ci spaventavano.... un diluvio universale. Durante la settimana... scherzando e allo stesso tempo essendo estremamente serio, consapevole della loro forte devozione a Dio.. a tutte le persone che incontravo a Vila Velha chiedevo loro di fare una preghierina, prima di dormire affinché non venisse a piovere... la “Quarta feira”  (mercoledi). Uno puó crederci oppure no.... un´altro puó sorridere... un altro pensare “Ma vah.....?!?!?!?”... ma ebbene... mercoledi.. é stato un giorno sereno, pieno di sole dall´alba ad oltre al tramonto. Incredibile, davvero incredibile. Io, rispetto all´elenco... ci ho creduto e mi piace crederci.. che ci sia stata questa mano invisibile, che ha condotto il timone verso la direzione giusta. Convinto che Granny e Davide abbiano a loro volta contribuito, come sempre del resto. Sto grondando sudore in questo soffocante internet point, ricavato da una sorta di grande garage... le zanzare mi stanno massacrando.... ma oramai non ci faccio piú caso... ma sono felice, molto felice, soprattutto di aver condiviso tutte queste emozioni con la persona che amo, e con cui ho scelto di passare il resto della mia vita. Come si puó raccontare un concerto con le parole ??? pianistaSi puó iniziare dall´orario: 17:00.. ora del tramonto con il fiume in piena... cielo sereno e quel caldo tipico brasiliano, di cui sentivo nostalgia, anzi saudade... si respiravano tante e diverse emozioni, prima fra tutte quella di donare la cosa a me piú preziosa, la musica. Musica che mi ha fatto rinascere, rivivere.. trovare un senso alla mia vita, una ragione di vita. Emozioni tradotte in musica e musica che evocava emozioni. Musica che univa... un linguaggio universale che avvicina... il diverso scompare... siamo tutti uguali difronte a Lei, veicolo di sensazioni, ricordi, speranze... scorreva tutto... fiume compreso. Si respirava gioia, spensieratezza... la miseria per quelle ore non era piú presente.. bambini che correvano.. mamme che si commuovevano.. sorrisi.... e anche quelli che inizialmente erano un po´timorosi nell avvicinarsi troppo.. pian piano si sono aperti a noi... hanno liberato il loro cuore... felice. plateaLa presenza di Lisa é stata fondamentale, la sua voce, principalmente.. accarezzava dolcemente quegli animi... rendendoli non piú solo ascoltatori o spettatori... ma anche protagonisti.... Durante i brani conosciuti... iniziava uno a battere le mani,  poi un altro, e ancora un altro e cosi via.... musica aggregante.. potente, sotto quel piccolo miracolo di cielo stellato giá alle 18. Unico giorno limpido.... sereno. Come gli animi di quelle persone. Poi... il momento delle videoproiezioni.... ovviamente senza commenti e spiegazioni... loro sanno bene la loro vita ed i progetti fati da macondo, ma spiegavo loro l´importanza di far conoscere agli italiani anche l´altra faccia del Brasile.... quella sconosciuto o volutamente taciuta. Musica aggregante.... Ho ricevuto tantissimo.... anche loro mi hanno trasmesso emozioni, commozioni...  ma non potevo piú di tanto esternare dovevo continuare... poi Airton h apreso in mano il microfono e ha cominciato a cantare “Canta canta amigo canta” ed i bambini a seguirlo in coro.... Io osservavo  con il magone in gola quel fiume.... ricordando il  primo bagno con lui, il mio grande amico avvocato, nell óttobre del 2005. Quel bagno che fu per me una sorta di battesimo. Verso la consezione dell´altro, del sapersi donare, della gratuitá del gesto, verso me stesso.. Pianista no mangue ero io, prima di incontrare Vila velha... immerso nel mio fango ... alla disperata ricerca di un cammino di una strada... della vita. pubblicoUna frase di una donna mi ha molto colpito: “Molti musicisti qui in brasile fanno beneficienza, ma da lontano.... raccogliendo soldi facendo concerti in immensi e prestigiosi teatri o stadi.... e poi donandoli.... ma molto diverso é impegnarsi personalmente fino a scegliere di venire fin qua... tra di noi, in mezzo a tutte queste zanzare e baracche... e donarci musica....”... Il momento senza dubbio píu coinvolgente é stato al fine quando... l´applauso finale si é trasformato in  un canto nella loro lingua.... alzando le mani e abbasandole, ripetutamente.... come una sorta di imposizione sulla nostra testa...: era un canto di benedizione... e questa volta, finalmente..le lacrime  bianche non sono uscite solo dai miei occhi e dal mio cuore.

Postato da: LaTavola a 15:38 | link | commenti (6)

giovedì, 16 aprile 2009

Chi é la vera vittima ??palme ridotta


Due giorni... un fiume di emozioni. Prima fra tutte.. il re-incontro con Airton, l´amico avvocato. Poi... la ricerca dell´attrezzatura per il concerto che faremo a Vila Velha.. quasi senza speranza di riuscita: nessun negozio di strumenti musicali noleggia niente, qui a Fortaleza. Troppo poco remunerativo e troppo rischio che gli oggetti tornino guasti. E gira, gira gira.. da una “loja” alla´altra... niente. Solo tanti numeri di persone, chiesti ai musicisti incontrati all´interno dei negozi. E tanta speranza.. che ieri mattina si é concretizzata: abbiamo trovato uno studente disposto a noleggiarci il suo piano digitale per il concerto “na favela”. Questo alle 12:30. Si torna a casa di Airton per pranzare con riso e fagioli. Caffé e si riparte.... destinazione Vila Velha (che ancora non avevamo avuto modo di visitare). Ci viene a prendere Chagas, l´avvocato braccio destro di Airton, con la sua macchina scarcassata. Saliamo sulla sua macchina e via... a fatica... si parte. Tanta voglia di riabbracciare i bimbi, nel tragitto... ripercorrevo le foto dei loro visi, scattate dai miei genitori un mese fa... i loro sorrisi, i filmati in cui chiedevano di me... e sorridevo .. emozionato, nell´immaginarmi l´ennesimo re- incontro. “TU-TUMM !!!” All´improvviso, un botto.. dopo un dosso... la macchina si ferma. Il motore si spegne.. nel mezzo di un incrocio. Chagas... un po´agitato e un po´imbarazzato tenta inutilmente piú volte di riaccenderla.. ma niente, il motore non riparte. Desolato si volta verso di noi, poi verso Airton dicendogli “ O Alcool acabou !!” [La benzina é finita!!] Eravamo nel mezzo di un incrocio, nel molo, alla fine della “Barra do Céará”, a meno di 1 km da Vila Velha. Scendiamo dall´auto.. prendiamo un po´d´aria e poco dopo aver chiuso la portiera Lisa mi chiede: “Ma sei sicuro che qui non sia pericoloso ?” “Ma no...” dico io.. é uno dei posti piú frequentanti.. piú in vista.. Poi con Airton qua... figurati, tutti lo conoscono !!!“ Infatti.. tutto tranquillo. Iniziamo a camminare, dirigendoci verso la foce del fiume che, unendosi con l´oceano crea un´atmosfera magica, d´unione.. mistica. Pensavo al fiume come alle mie emozioni, che confluivano nell´oceano del mio cuore. Noto una torretta, di legno..d´avvistamento.. forse per i bagnini, ma era vuota. Saliamo tutti e quattro ed Airton decide di telefonare ad Erivardo (il marito dell´infermiera Marcia) chiedendogli di venirci in soccorso con una bottiglia di coca cola piena di Alcool, permettendoci cosí di raggiungere Vila Velha, che fra l´altro non vedevo l ´ora di ri-vedere, dopo piú di un´anno e mezzo. Attendiamo quindi... l´attesa. Per sdrammattizzare affermo: ”Certo che nella sfortuna.. non ci poteva accadere in un posto migliore dei questo” indicando loro la foce del fiume, poi dei pescatori e poco piú in lá sulla destra dei surfisti. Airton sorride e comincia a cantare come di consueto, una canzone. Il ritornello tradotto dice piú o meno cosí “ Cristo é in mezzo ai poveri, fra di noi... anche se lo andiamo a cercare in chiesa, concinti di trovarlo, ma molte volte ci passa di fianco e non ce ne accorgiamo..” Quando smette di cantare, il ruggire di una moto lentamente si avvicina.. era Erivardo, con la bottiglia di coca cola, ma vuota. Airton e Chagas.. scendono cosí dalla torretta di legno, raggiungendolo..poi spariscono dalla nostro campo visivo circondato da grandi foglie, in cui... solo rimane... la macchina ferma.. nel mezzo dell´incrocio. Passano i minuti.. forse una mezz´ora... Abbraccio Lisa e le dico che qua in Brasile funziona cosí, non si puó piú di tanto programmare le cose, si decide giorno per giorno, momento per momento e i tempi sono diversi... diversi.  Le ribadisco inoltre.. accarenzzandole il viso, di quanto siamo fortunati, mentre il sole lentamente si faceva sempre piú rosso... Questo momento romantico e di grande consapevolezza, fu bruscamente interrotto dall´arrogante ruggio della moto di Erivardo, con Airton sulla stessa sella che stringeva fiero la bottiglia di coca cola, questa volta piena di Alcool. Finalmente possiamo ripartire... dico a Lisa “ Dai!! Scendiamo di qua... che sono arrivati”


Airton risponde al cellulare... e un ragazzo con un cappellino rosso si avvicina velocemente a lui, estrae una pistola, un revolver.. e glielo punta alla testa. Dio mio. Il respiro mi si blocca, lo stomaco si stringe, una vampata di calore mi pervade ed il cuore accelera... paura, tanta. avviso Lisa con la voce strozzata, le dico “Stanno assaltando Airton”. Ci paralizziamo... su quella torretta di legno, pensieri, corpo.. solo il cuore correva. Istintivamente nascosi il mio amato borsello in pelle dentro alle mutande, e attonito continuo ad osservare, da quei 10 metri di distanza, che sembravano 2... Airton gli consegna il cellulare, deduco che il ragazzo gli chiede altro... lui scuote la testa, il ragazzo urla, non so che... ed Airton cede, gli consegna anche il portafoglio... Chagas ed Erivardo a poco piú di un metro di distanza osservano, anche loro paralizzati... mi rendo conto che l´assaltatore é un ragazzino... avrá si e no 18 anni, forse. Completamente impazzito, sempre con urla che mi frustavano il cuore... incominció a scappare, infilandosi il revolver, nel costume da bagno. Da quell´esatto momento dentro me il terremoto... sapevo di dover mantenere la calma... ma era impossibile. Un forte senso di smarrimento mi pervadeva. Sgomento, rattristato, impotente... piccolo... vittima... indifeso. Dio mio.. perché ??? Airton chiede le chiavi della moto ad Erivardo, la mette in moto e corre verso l´assaltatore. Ed io ancora piú smarrito.... poche parole con Lisa... nessuna con Erivardo e Chagas... che addirittura si allontana. Non si puó descrivere con parole il gelo che scorre dentro alle vene, nei momenti di vera paura. Non avevo mai vissuto prima.. una cosa del genere. Dio mio... il giorno ha reso tutto questo ancora piú violento e duro da digerire. Guardando gli sguardi delle persone brasiliane presenti, mi tornava in mente mia mamma, nel momento in cui, prima di lasciare l Italia, ci regaló 2 quadrifogli. Al fatto che la mia paura per l aereo é sempre piú presente..... e invece il pericolo non era nell´aria, nel cielo... ma nella strada, nella favela. Pensavo anche a quelle persone che in Italia, conoscendomi poco, dall´esterno considerano questi viaggi, di piacere.... “Beato lui, che va lá !!!” E al fatto che invece in un istante tutto puó scomparire. Terminare. E questa volta non sono solo, cosa che amplifica tutte queste sensazioni. Un assalto ad Airton, l´avvocato della favela,,, conosciuto e rispettato da tutti, e noi, di conseguenza. Com´e´possibile?? Non riuscivo a spiegarmelo. Vivevo esattamente questo: l´invulnerabile grazie alla sua enorme umanitá ed altruismo si é trasformato in vulnerabile. Ma poi.. pensavo che Airton gli era corso dietro.. in moto..e alla sua vita.. di nuovo in pericolo. Forse per una dose di crack, forse per la fame, forse per tutte e due le cose. Ma perché ad Airton ??? Cosa significa ??? Non ho mai avuto una paura cosí vera e forte nella mia vita, mista ad un forte senso di smarrimento. Non riuscivo a parlare, ne a piangere... solo immagini si alternavano dentro me e sgomento, tanto sgomento. Passa il tempo. Mezz´ora dopo. Siamo in macchina tutti e quattro, stiamo andando a Vila Velha ed Airton mi parla dell´accaduto... fissandomi negli occhi con il sorriso sulla bocca,. Mi dice che pensava fosse uno scherzo “uma brincadera”... e tante tante altre cose....ma sempre con il sorriso sulla bocca... tranquillo, sereno, ma triste per il forte disagio sociale... non per il suo. Pensavo a che grande uomo é, Airton... che parla sempre per metafore.. che canta sempre;.. che sorride...  a come reagisce a queste situazioni estreme... sempre sorridendo. Non capivo.... poi.... all´improvviso mi disse “Matteo nao foi eu a vitima, eli es a vitima do sistema, minha razao para viver é mudar la vida d´eli, ofrecer otra opportunidade”. [Matteo, non sono stato io la vittima oggi, lui é la vittima del sistema] Io.. solo in quel momento cominciai a piangere... e fu una grande liberazione.

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venerdì, 10 aprile 2009

La rituale ConcentrazioneMatteCarissimi… dopo un anno e mezzo… finalmente torno a Vila Velha… e grazie a Dio, questa volta non più… solo. E’ un po’ di tempo che mi domando qualcosa sulla predeterminazione del destino, o su quanto siamo noi, e solo noi, i suoi artefici. Ovviamente limitando questo discorso alla sfera sentimentale, perché la tragedia di pochi giorni fa, dimostra più che chiaramente di quanto, ampliando questo interrogativo alla Vita, la risposta è più che evidente. Ed esprimo la mia più profonda solidarietà morale verso le persone colpite. Qualche giorno fa.. Lisa, mi ha detto “Sai che se non avessimo dovuto partire per la favela, ti avrei chiesto di venire con me all’Aquila ?? Per dare una mano,…. Un qualsiasi aiuto…” E ieri l’altro sera al Wolf, la decisione di raccogliere fondi per le vittime del terremoto e la dedica di “Semplicemente Vita” (poesia in piano di Gentile-Giorgioni)… un invito a riflettere sul valore della Vita, durante la fine del brano.. sfumante in note larghe, in un tema che mi è nato pensando proprio al dramma vissuto da quelle persone e soprattutto, del loro futuro. Mi chiedo anche in quanto tempo l’opinione pubblica, i media… si dimenticheranno del costante aiuto che queste intere famiglie, necessiteranno per tanto tempo. La maggioranza politica deve valutare ancora ad oggi, se è necessario un aiuto da paesi esteri ( non dalla comunità europea, dalla quale ha già accettato) o se ce la può fare solo con le sue risorse….. mah… non ho voglia di pensare se tristemente, anche qua ci siano direzioni occulte… d’innalzamento del P.I.L. con la ricostruzione…. Credo che l’aiuto estero, in queste situazioni, se ben gestito (quindi non sperperato) e direzionato in maniera continuativa, quindi re-distribuito in maniera graduale, sia indubbiamente.. di grande aiuto. Mi auguro inoltre che questa sciagura faccia accelerare provvedimenti per i terremotati che hanno già vissuto questo dramma, negli anni passati.. alcuni.. ancora costretti a vivere in container… Lascio quindi l’Italia afflitta da questa grande sofferenza… Fra poche ore… l’Aereo… ogni volta ho sempre un po’ più di paura.. immaginandomi lassù… così in alto.. ma il pensiero di avere al mio fianco Lisa… attenua il tutto. Riabbracceremo tutti là in favela.. e so già che mi commuoverò.. anche ieri sera… è successo, guardando le foto scattate dai miei genitori nel loro recente viaggio. Ho deciso di fare un concerto, in favela.. per ringraziare tutti loro, per tutto quello che mi hanno donato ed insegnato. Ricevere così tanto da persone… che apparentemente… non hanno quasi nulla. “PIANISTA NO MANGUE” si chiamerà la serata-concerto. “Mangue” è il loro termine per indicare una sorte di palude.. o melma… o.. fango; “no” significa “nel”. Adesso, là a Fortaleza è il momento climatico e vitale più brutto. Stagione delle piogge, la peggiore… per chi vive a Vila Velha… Marcia, l’infermiera mi ha scritto che sono tanti i casi di tubercolosi e diffusissime le influenze, che troppo facilmente si trasformano i patologie croniche, le più frequenti polmoniti. stoppigliaVoglio chiudere questo articolo con dei regali. Sì.. dei regali. Il primo è una frase, di Stoppiglia: L’esistenza è inutile quando nessuno ha bisogno che tu esista” Sia che sia una pianta, un angelo con il corpo di una cane…. o una persona. E sempre nel 1991, niente di più attuale, sintomi di una grande stasi italiana… Stoppiglia scriveva: La nostra è la storia di un dopoguerra, ma pare piuttosto un’inaugurazione di un’epoca attraversata da una frenesia cinica intorno a nuovi ed inquietanti equilibri di potere.---…prende allora un senso di sgomento e di paura a cui si reagisce per r trovare un equilibrio con modalità diverse, segnate al fondo dall’individualismo… ci si chiude nello scetticismo, nel conformismo dei consumi o nel ghetto di una “lega.” E poi.. una frase, che applicata a questo momento di crisi, credo si spiazzante la sua attualità: “Penso che i grandi mutamenti siano un richiamo della storia a metterci nella strada di un esodo, piuttosto che nelle direttive di una dottrina”. Cosa questa applicata, dal governo, dalla chiesa e ahimè anche dall’istruzione e ancora più tristemente dalla famiglia stessa. E continua: “…spesso quello che ci può spingere all’esodo sia la presenza di qualcuno che ci chiede, anziché qualcuno che ci offre qualcosa…e ”uscire”,” incontrare”,” rientrare” sono tuttavia possibili se l’uomo accetta di abbandonare, senza troppa paura quello che ostacola il cammino.” E infine conclude: Lungo il procedere del tempo, il viandante scoprirà un giorno di ritrovarsi in compagnia della sua anima di bambino… si accorgerà di meravigliarsi. Cose piccole certo, come Macondo, che non danno nell’occhio, eppure proprio per questo sorprendenti, decisive.” Il secondo regalo è un po’ piu particolare.. e forse.. più emozionante. Era un po’ che ci pensavo e che avrei voluto farlo, così, chiedendogli personalmente il permesso… sono riuscito a mettere un intervento si Stoppiglia direttamente su YouTube (grazie all’aiuto si Sabrina dell AIC). Il miglior intervento che io abbia mai ascoltato… è lungo e da qui la necessità di dividerlo in tre spezzoni, il primo a questo indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=rQohpmx6n1k&feature=related il secondo a questo http://www.youtube.com/watch?v=eK3FIKrOv-g&feature=related e l’ultimo cliccando http://www.youtube.com/watch?v=Hmi4tKIUgdE&feature=related . Ultimo dei regali poco prima della mia partenza è il meno importante fra tutti, ma alcuni di voi.. da tempo lo attendevano… anch’io sono su Youtube, le miglior riprese mai fatte, in occasione dell’ultima edizione del Trimi’s Festival, effettuate da Radio Snj di Milano e in quell’occasione trasmesso in diretta via web.. anche gli amici brasiliani sono riusciti a vedermi…. Il brano “L’attesa” si trova qui http://www.youtube.com/watch?v=wT-wI56kr0s gli altri li trovate…. E un qualcosa di veramente curioso e anche buffo qua http://www.youtube.com/watch?v=oCOjKTcxzyY&feature=related  Un Grandissimo abbraccio a tutti, con Grande affetto... matteo

Postato da: LaTavola a 16:32 | link | commenti (4)

lunedì, 06 aprile 2009

ULTIMO CONCERTO prima della partenza8


Innanzitutto la mia profonda solidarietà morale per le vittime, i feriti e gli sfollati della tragedia di ieri sera... Dopo l'enorme successo della serata allo Zammù: un'enorme energia di questo straordinario locale, delle belle anime che lo gestiscono e dell'arte donata dagli artisti presenti hanno travolto tutti i presenti, in un clima veramente intimo e familiare... vi ricordo l'ultimo concerto prima della partenza, dopodomani, Mercoledi 8 al Wolf. Vi saluterò attraverso le mie note. Con il secondo concerto di Piano-solo effettuato a Bologna, dal titolo "Sogni in Pianoforte" in cui saranno presenti gli straordinari artisti-amici Gabriele Gubbelini al Didjeridoo, Francesco Gentile alle poesie, Nick alla Beat-Box e Lisa con cui presenteremo un brano inedito piano-voce dal titolo "Baby boom-boom" Ricordo vivamente di prenotare un tavolo, per chi volesse stare comodo, dato le dimensioni e la fama del locale, sempre pieno. Potete qui sotto cliccando la parolina "commenti" scrivendo il numero di persone ed un cognome, oppure scrivendomi una mail a thonythonino@yahoo.it

Postato da: LaTavola a 14:09 | link | commenti