Un giorno speciale
Ultimo pomeriggio a Vila Velha... aria intrisa di saudade, ancor prima di partire... i bimbi che non mi lasciavano, avvinghiati al mio ventre, come non volermi fare andar via.. tante lacrime... anche di adulti, o meglio bimbi cresciuti, che non si sono dimenticati di esserlo ancora, di far uscire quel loro lato, nel momento del bisogno, senza vergognarsi delle proprio lacrime, anche se ormai diventati donne o uomini... Il sole sembrava scandire il tempo, come sabbia in una clessidra, il sole di Vila Velha piano piano scendeva, diretto verso una dolce immersione nel fiume Cearà che abbraccia Vila Velha come le braccine dei bimbi abbracciavano me. Mi ritrovo ora qua, in casa mia, in Italia, con il corpo qua e la mente là, ferma in quel pomeriggio. La sindrome del post ritorno è in azione.. un forte senso di smarrimento, di estraneamento mi avvolge. Ed è proprio in questi momenti che bisogna far forza sui punti fermi, sui legami, sulle persone che si amano, i veri amici, le tue passioni, il mio piano. Pur avendolo qua sotto mano... non lo sto suonando troppo... sarebbe un pò presuntuoso, tuffarmici a capofitto, dopo quasi due mesi di abbandono... anche lui ha bisogno del suo tempo, di riconoscermi e rivolermi. E la mia mente fugge là, in quel crepuscolo di Vila Velha... e a quando la mia attenzione cadde, su un uomo riflessivo, fermo in un angolo, in piedi.. che osservava il sole scendere. La sua meditazione, a due passi dalla baracca del Signor Raimundo, mi richiamava, mi attraeva.. e dolcemente, salutando il mio amico Davì, e allargandogli le braccine che proprio non mi volevano lasciare... mi dirigo verso quella sagoma. Osserva, riflette... mi avvicino e lo riconosco: Pablo, il medico argentino, che presta servizio di volontariato presso l' ambulatorio. Mi affianco... e mi unisco a quella meditazione... osservando e riflettendo.. dopo qualche minuto, si volta, mi sorride. Gli sorrido e continuiamo assieme ad aspettare l' immersione del sole... è tanto bello quanto raro comunicare con il silenzio. Il suono magico della natura, di Vila Velha ci salutava, un mistico arrivederci... interrotto soavemente dalla sua calda e profonda voce: "Sai Matteo, ieri è venuta a farsi visitare una bimba di 12 anni con una brutta tosse, le ho ascoltato i polmoni e ho avuto una bruttissima sensazione, il suono che ne usciva era molto preoccupante e così, pensando ad una polmonite, l' ho invitata a farsi fare i raggi x, presso un ospedale. Beh, nel pomeriggio torna con l'esito e mi rendo conto che i suoi polmoni emettevano quel brutto suono perchè erano pieni di sangue. Il problema era il suo cuore, con la valvola mitralica, completamente fuori uso. E sai Matteo, qual'è la cosa più triste?? La causa. Una banale febbre reumatica trascurata e non curata, in passato. La sua vita era legata ad un capello, poteva spegnersi da un momento all'altro. Ho lottato affichè la bimba potesse ricevere un'operazione chirurgica gratuita e dopo varie insistenze, ce l'ho fatta. Lunedì prossimo verrà operata. Vedi Matteo, quando ebbe la febbre l' ambulatorio di Vila Velha non esisteva ancora, ma oggi... grazie a questo servizio la bimba può continuare a vivere. Grazie Matteo." Grazie a te Pablo, temerario medico che hai deciso di sporcarti le mani in mezzo ai poveri... questo è solo l inizio... Senza di te, Marcia e Saulo l' ambulatorio si sarebbe richiuso su se stesso, mentre ora, attendendo più di 50 persone al giorno... è sbocciato come una splendida rosa inaffiata con amore, il piccolo principe ne sarà felice, specialmente sapendo che la vita di un'altrettanta piccola principessa, ora... è salva.
Resurrezione...
“E´molto piú facile credere nella ressurezione di Cristo, che nella ressurezione dei poveri “ H. Lê Boursicaud 
Tante storie e aneddoti raccontati da Airton, che mi hanno spinto fino a qua, giorno in cui sono sereno, felice a poche ore dall´arrivo della mia famiglia e della mia amata...
Avevo sicuramente sottovalutato questo viaggio, che si é rivelato invece molto impegnativo. Un mese, che mi é parso un anno. Del resto, abbandonati i viaggi di scoperta, mi sono inoltrato in un viaggio per comprendere assieme agli altri lê scelte da fare e da vivere, come ben dice il caro Stoppiglia. La comunitá di Emaus e di Vila Velha mi há dato modo di interiorizzare consapevolezze profonde, di come possa continuare questo splendido cammino assieme, ma anche dove fermarsi... dove lasciare loro spazio... é una comunitá che sta incominciando a camminare con lê proprie gambe... Matte prima, Macondo, Suoni di Sogni poi... hanno posto lê basi per far si che gli abitanti di Vila Velha possano alzare com coraggio e dignitá la própria testa, il próprio sguardo, guardando avanti. Hanno ora messo a fuoco una speranza che poço piú di anno fa, era molto sfuocata. Nutrono um grande sogno sempre piú vicino allá realtá. Ho approfondito varie amicizie, prima fra tutte quella con il signor Raimundo, primo abitante di Vila Velha, capo mastro dei lavori eseguiti, grande uomo. In questo viaggio si é anche rivelato un artista, poeta. In um giro com la sua barca, spinta da um lungo ramo, attraverso il fiume che costeggia Vila Velha, vedendomi scrivere sul mio amato taccuino, richiamó la mia attenzione e mi chiese di iniziare a scrivere quello che stava pensando. Ne é uscita una poesia, che rende grazie allá natura, allá vita, all importanza di um´amicizia. Scoprire il senso della vita nella gratuita di un gesto, scoprire il senso della vita nell´altro, é stato per me il piú grande insegnamento ricevuto in questi ultimi due anni di viaggio, fuori e dentro me. Cogliere i momenti giusti, gli incontri giusti, lê scelte giuste. Alcune arrivano in momenti inaspettati, altre sono faticose, sofferte... é bello tenere stretto il filo del tuo aquilone... vederlo volare lassú.. immaginare cosa stia osservando da lassú... uma prospettiva diversa ma non meno vera della tua... e l aquilone volteggia, strattona, scivola fluido e continua a volare... ma forse.. la bellezza piu sublime sta nell avere il coraggio di aprire la mano.. lasciare il filo scorrere tra il tuo palmo... senza controllo... percepire la libertá che scorre tra la tua mano... come sui tasti di un pianoforte..., dio mio quanto mi mancano.. (ma torneranno anche loro.. ) e il filo continua a scorrere... l aquilone si allontana sempre piú, sorride, ti ringrazia... e tu cogli l importanza del lasciare um tuo amaro egoismo, di volerlo sempre avere a tua disposizione. Invece é arrivato il momento di lanciarlo nel cielo.... arriva per tutti il momento di aprire la mano, per salutare... il piacere piú grande é vederlo volare, da solo, trasportato dalle correnti, dal destino... sereno, felice nel cielo. I legami si rafforzano, il Signor Raimundo dice che faccio parte della sua famiglia... e che la stessa comunitá di Vila Velha sta diventando una grande e única famiglia. Nella protezione che quotidianamente si manifesta (surfando sono stato preso da um onda che mi há centrifugato su delle pietre: tavola rotta e braccio ferito, ma niente di grave) inclino la mia nuca, guardo il cielo, vedo il mio acquilone sorridermi e anch io,,, sorrido... inspiro profondamente e chiudo le palpebre.... che comunque iniziano a riempirsi... di ricordi,
di sorrisi dei miei bimbi, del loro affetto, dei loro abbracci, della loro spensieratezza... di tutto ció che mi stanno regalando... occhi che iniziano a riempirsi.. anche delle mie lacrime e sorrido... sorrido... la mia gratitudine verso la vita, mi commuove. Non ci soffermiamo mai a pensare a quante cose abbiamo a disposizione, donate gratuitamente. A partire dalla vita stessa, il sole, il cielo, il mare, i suoni della natura, un sorriso, un abbraccio... un´amicizia, l´amore. Vivere è amare, vivere é essere grati per la gratuitá che ci é stata donata... dobbiamo semplicemente ricordarcelo e ricordarlo. Invece. Da noi tutto costa, tutto há un prezzo, non si fa niente per niente... ma dove stiamo andando ?? Il vero Cristo, é stato crocefisso sul simbolo dei soldi. Che hanno ucciso, stanno uccidendo e uccideranno... Penso che non ci resta che agire nel piccolo nel locale, nel concreto... inseguire i nostri sogni, ascoltare sempre il suono piú profodo, dentro noi.... il nostro cuore... avvicinarsi verso quelle mani trafitte, togliere i chiodi, togliergli la corona di spine, aiutarlo a scendere da quell strana croce, a forma di soldi..E indicargli il nostro aquilone... vederlo sorridere, assieme a noi.. e magari, senza neanche accorgercene, fra lê nostre mani, al suo posto... troviamo un altro filo, un altro aquilone...