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Nome: Matteo Giorgioni
E-MAIL: thonythonino@yahoo.it
Tavole... al mondo ce ne sono tante.
In questo blog ne troverete diverse.
La scelta di "droppare" [l'atto di buttarsi da una rampa con una tavola da sk8] partendo dalla mia tesi di laurea: "AIDS, LA STORIA INVISIBILE",
mi permette d'informare sulle connessioni storiche e recenti tra scienza, governi e industrie troppo spesso celati dall' "autorità" scientifica.
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Una piccola cosa... dall´alto
Arriviamo difronte al cancello di 4 Varas verso le due del pomeriggio... cotti, bolliti, dalla macchina sgangherata di Chagas, l´avvocato popolare formato da Airton. Il calore che riesce ad accumulare quell´auto degli anni ´50, sarebbe in grado di sciogliere l´intera colotta polare artica. Dopo aver passato un´intera mattinata a Vila Velha documentando l´attendimento medico e pianificando nuovi progetti assieme al Signor Raimundo, siamo andati a pranzare in una baracca elegante, con pareti in mattoni. Cleçia vive con suo marito e i loro 2 figli di 7 e 10 anni in una stanza di 4 mt X 4, con uno stipendio mensile di 380 Reais (150 euro). Aveva piacere di cucinare per noi... offrirci tutto ció che poteva, ed ha insistito affinché noi non portassimo niente, se non, noi stessi. La settimana scorsa ci aveva invitato, per il pranzo di oggi (timorosi perché i primi problemi intestinali si sono giá presentati... ma non volendo mancare di rispetto abbiamo rischiato ugualmente): fantastico !!!! Riso, spaghetti spezzettati con un trito di mucca, gallina dal tipico color ocra ed un delizioso succo di guiaba, molto utile per il nostro intestino sofferente. E´stata la seconda volta che ho mangiato a Vila Velha, ma rispetto alla prima (a base di "Cirí" - granchietti del mangue) non c´é stato proprio paragone!!! Cleçia é la rappresentante della comunitá, ha 26 anni e sta aiutando il gruppo universitario nel censimento. Chiudo la portiera violentemente, anche perché altrimenti non si sarebbe chiusa. Saluto Chagas e mi incammino verso camera mia, immaginandomi giá sotto la doccia quando Lili (volontaria di 4 Varas che si prende cura di noi) venendomi incontro, mi guarda fisso negli occhi e appoggia la sua paffuta mano sopra la mia spalla e in un portoghese strettomi dice "Tenho uma coisa importante para te dizer !" "Ho una cosa importante da dirti !" "Alguem esta planejando assaltar-lo" "Qualcuno sta pianificando d´assaltarti" "Como ?? Come voçe soube ??" "Come ??? Come l´hai saputo ??" "Alguem veio me falar" "Qualcuno me l´ha detto." Intimorito ho continuato con le domande e ho saputo che il fratello del giardiniere della pousada in cui dormo, camminando per la strada, ha sentito dei ragazzini che stavano parlando di me. Di quell´italiano amico di Airton che da solo... percorre la strada che costeggia il mare, per andare a surfare. E di quante dosi di crack si sarebbero potuti comprare vendendo la tavola da surf, che mi avrebbero voluto rubare. Ho sempre saputo del rischio che corro, ogni giorno qua in favela e propbabilmente mi avrebbe stupito di meno una rapina a mio carico, piuttosto che sapere tutto questo in anticipo. E mentre Lili stava ancora parlando cominciai a sentire un qualcosa formarsi nella mia gola e il mio cuore accelerare. Il groppo si faceva sempre piú grande... fino a quando mandando giú la saliva... d´improvviso i miei occhi si riempirono di lacrime. Una commozione profonda, di un uomo spaventato e immediatamente sentitosi graziato... protetto. Ripenso a ieri... ultima surfata. All´onda che mi sbeccó la punta della tavola... ai bimbi che mi accompagnarono dal ragazzo che le riparava... io che gli lascio la mia tavola e che ritorno verso casa, assieme ai bimbi che mi conducono per una scorciatoia in mezzo alla favela... accompagnandomi fino al cancello d´entrata, evitando di passare su quel lungomare. Mi fermo... respiro... abbraccio e ringrazio Lili e incredulo entro nella mia stanza. Come posso a non pensare ad un intervento di Dio in tutto questo ?? La mia Granny ?? Davide ?? Sento dei passi avvicinarsi... era Francesca che vedendomi alquanto scioccato, dondolante sulla mia amaca, attonito, guardando il vuoto mi chiede cosa sia successo. Alla fine del racconto le pongo la stessa domanda " Come posso a non pensare ad un intervento di Dio in tutto questo ??" "Forse in ció che é accaduto ieri, ma non in ció che é accaduto oggi. Sei stato tu. Al motivo per cui sei qua. E questo la comunitá lo percepisce, ti protegge." Ed io ribatto "Capirei la comunitá di Vila Velha a cui sto portando un effetivo aiuto, ma qua ?? A Pirambú ?? " "Loro sanno perché sei qui, potresti alloggiare in un hotel del centro, invece vivi qua, in favela, sei uno di loro e per questo ti proteggono." Penso a mia nonna Flora, all Alpina, ai miei Amici, veri Amici, agli artisti.. agli incontri speciali... ai miei genitori e alla mia amata Lisa... che imparano tutto questo attraverso queste righe... mi sento di dire "State tranquilli, io lo sono." Oggi é accaduto qualcosa di miracoloso... una piccola cosa... dall ´alto...
Un seme, una luna...
Bisogna saper riconoscere il momento di lasciare un qualcosa. Il tempo qua si dilata... mi sembrano mesi, questi giorni... intensi, vivi, ma lenti.. o meglio, lunghi. La giornata inizia alle 7:00 e verso lê 10 di será si sta giá dormendo. Pensavo che la luna stesse piena solo per una notte, e invece... anche stasera lo é. Il tempo si dilata... e anche la luna. Mi da molta energia: punto di contatto fra questo mondo e l´altro mondo, fra la mia solitudine e i forti legami lasciati in Itália, fra passato e presente, fra il Matte di un anno fa e il Matte di ora, fra presente e futuro... Il racconto di come Airton incontró Vila Velha e lê risposte che vi há trovato... racchiudono molto degli ultimi 2 anni della mia vita. Iniziati da una profonda ricerca.. di me stesso, del mio cammino, quale direzione dargli... e approdati a questo punto: al lume di una candela mágica, con la luna che mi osserva e mi parla. Con il mio secondo disco pronto, che mi aspetta dall´altra parte del mondo da titolo “INCONTRI”. Penso... allá ciclicitá della vita... e all´ascolto. Ho poça voglia di parlare... osservo, inglobo, interiorizzo... lascio scorrere dentro me tutto cio che accade, senza forzare nulla... lê scelte arriveranno, forse dalla luna. Un anno fa, la mia paura piú grande era che i semi piantati qua, a Vila Velha, potessero disidratarsi... che la comunitá non avesse cura d´innaffiarli... Torno qua e conosco Pablo (um medico argentino)
e Saulo (di San Paolo) che formandosi a Cuba hanno deciso di prestare servizio nell´ambulatorio di Vila Velha. 3 volte allá settimana, affiancando il lavoro quotidiano dell´infermiera Márcia.
La comunitá é serena, unita e ripone fidúcia in loro. Arrivano persone dalontano, da altre “Vile Velhe”, pur di essere attese da loro, due médici determinati, giovani, che fino a quando non si sono esaurite lê lunghe file di malati, non lasciano la baraccopoli.
Loro avevano sentito parlare di me, io di loro... il nostro INCONTRO é stato mágico, ci siamo passati il testimone, stanno amorevolmente innaffiando i semi. In piú ogni sabato mattina un gruppo di studenti dell´universitá di Fortaleza si riunisce sotto la tettoia del signor Raimundo per fare un censimento.
Della popolazione e della relativa condizione di vita o meglio, sopravvivenza... delle loro necessita: la base per formulare progetti. Grazie al grande lavoro di Airton, di Emaus e Macondo, Suoni di Sogni, la rete si sta allargando, come la speranza per Vila Velha. Partecipo commosso ed entusiasta a tutto questo... continuando a camminare al loro fianco... Ma l´altra mattina, Airton mi há portato in un´altra Vila Velha... poço lontana... ma molto lontana dal grado di miglioramento apportato in quella bem conosciuta. Lacrime grigie...
Mi chiedevo cosa fosse accaduto in un anno, nella vita di queste persone. Quando... all´improvviso... riconobbi la baracca di Sebastão, il signore con i baffi che, cadendo dal suo asino si ruppe la caviglia che dopo l´operazione gli fece infezione. Ricordo un anno fa, poço prima della realizzazione dell´ambulatorio di averlo incontrato, conosciuto, intervistato e medicato... la sua gratitudine mi riempí l´anima... i suoi occhi, impressi nel mio cuore... allá fine una stretta di mano, un abbraccio, parole commosse... un´amicizia. Lê sue piaghe in poço tempo guarirono ed um´insolita camicia bianca ed um sereno e grande sorriso lo accompagnarono il giorno dell´inaugurazione dei progetti realizzati.
dimensione di umanitá che raramente si há la fortuna di vivere, ma chiudevo i miei occhi, e quelli si Sebastão apparivano dentro me... era li, assieme a noi... la notizia della sua morte, gettata li come uno schizzo di fango, senza tempo di metabolizzarla, e di nuovo la gioia esplosiva dei bimbi di Vila Velha, la gratuitá del loro amore. Gioia e sofferenza, Vita pulsante e morte.... Matte di nuovo diviso... ma all´improvviso Davi, il bimbo karateka mi prese la mano e mi tiro, verso la scuolina... una volta entrato gli altri bambini che mi stavano aspettando... in fila... e iniziarono ad intonare una canzone di benvenuto, con un nodo in gola,
alzo lo sguardo e noto com meraviglia tanti fogli colorati uniti tra loro, con su scritto
un battito di palpebre ed ecco innescate lê lacrime.. di gioia e di tristezza, lê chiamerei lacrime grigie. Fusione tra bianco e nero, fra un dualismo iniziato giá in Itália. Vila velha é anche questa: vita o morte, solo una questione di um attimo, di un battito di palpebre, un battito di ali, l´anima dei bimbi leggera come una farfalla. Sobbalzi di una strada dissestata e dimenticata, sobbalzi di uno spirito in crescita, in cammino.
Segno di rispetto, luogo sacro, il maré. Ho impugnato un legnetto e ho inciso il nome di Sebastão sulla sabbia, in riva al maré, velocemente, fra un´onda e l´altra cosicché l´oceano se lo prendesse.. e l´acqua salata di un´onda dolce cancelló il nome inciso... per far si che uscisse dalla mia testa, e rimanesse per sempre nel mio cuore... assieme a Granny e a Davide mi aiuterá da lassú a continuare questo cammino... La rituale concentrazione...
Lascio ora Bologna...
fra poche ore decollerò dall'Italia... che lascierò alle mie spalle...
molte cose invece rimangono dentro me e me le porterò là...
sono concentrato... un pò triste e un pò felice...
strano... ma emozionato....
anche questa sarà un'ulteriore prova, un insegnamento... una crescita...
un altro passo, in questo cammino...
Vi abbraccio, tutti....
commosso... vi saluto, un'ultima volta...
Il sogno di Thony...

La cosa più importante che esista...

Semplicemente... grazie... amici...
Un sentito e commosso... arrivederci !