AIDS, LA STORIA INVISIBILE Scienza, governo e industria nell'epidemia del XX secolo

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Utente: LaTavola
Nome: Matteo Giorgioni
E-MAIL: thonythonino@yahoo.it Tavole... al mondo ce ne sono tante. In questo blog ne troverete diverse. La scelta di "droppare" [l'atto di buttarsi da una rampa con una tavola da sk8] partendo dalla mia tesi di laurea: "AIDS, LA STORIA INVISIBILE", mi permette d'informare sulle connessioni storiche e recenti tra scienza, governi e industrie troppo spesso celati dall' "autorità" scientifica.

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lunedì, 05 febbraio 2007

  Una busta bianca...Blogimm

“Hey  Matteo, ciao !! Sai, ho una cosa per te… tieni !!”

Molto emozionata e felice, Chiara mi porge una busta bianca. Data la grande quantità di luce presente al Quartiere Reno, riesco ad intravederne all’interno… una sagoma di uno splendido fiore che sta sbocciando. La mia curiosità mi invade, mi avvolge, ma c’era troppo via vai, cosi… mi nascosi in un bagno, per scoprire il contenuto della busta bianca. Nel tentativo di aprirla successe una cosa strana: appena iniziai a fare una leggera pressione con le mie dita sul lato di apertura, è come se… la busta si aprisse da sola… estrassi il contenuto e attorno al dolce bocciolo rosa, in caratteri gialli, armoniosi vi era scritto : “Importante non è ciò che facciamo, ma quanto amore mettiamo in ciò che facciamo; bisogna fare piccole cose con grande amore” e a lato di questa frase, con una calligrafia tondeggiante e determinata “Gent.mo Matteo questo biglietto è per te, questa è una bellissima frase di Madre Teresa di Calcutta… è proprio adatta a te.” Con la stessa dolcezza di un armonioso suono di violino, uscirono dai miei occhi ancora assonnati, due lacrime delicate e melodiche. Questi magici suoni di lacrime si espansero, incominciando a trasformare il luogo in cui mi trovavo: gli asettici infissi metallici pian piano si deformarono, assumendo le linee e i colori di quelle finestre montate da poco nell’ambulatorio a Vila velha. All’interno di ogni piastrella, cominciarono ad apparire occhi.. poi visi…e sorrisi… di tutte quelle persone con cui ho condiviso: una sofferenza, una gioia, un’emozione, una compassione.. o le mie note. Occhi di persone che mi aspettano… là, e occhi di persone che mi sorreggono… qua.

Anime fondamentali per il mio cammino, la mia vita… per quello che stiamo facendo. Quel piccolo bagno del Quartiere, grazie allo straordinario e imprevedibile potere dell’amore si trasformò in quella mattinata nebbiosa di Bologna, in un grembo di umanità, vicinanza, trasparenza d’animo. Solo l ‘amore può tutto questo: rompere muri: di violenza, di guerra o semplicemente di abitudine.

Guerra… Abitudine… Ripenso all’ultima intervista rilasciata da Tiziano Terzani. “In tutto il mondo non ci sono che guerre… guerre dovunque!!! Accendi la televisione, guardi un massacro e dici “…ma non è quello di ieri??” …poi PUFF !!, cambi canale. Ci abbiamo fatto l’abitudine.”

E cosi… abitudine, indifferenza, banalizzazione, sono alcuni dei mostri da sconfiggere. Mi sento comunque fortunato e privilegiato, nel fondermi con il mio pianoforte. Ad esternare ciò che mi scorre dentro… attraverso le note: di rabbia, malinconia, dolore, ma anche gioia, speranza, amore.

Nell’ultimo concerto, del 27 Gennaio, una signora, durante la pausa, mi si avvicina, con gli occhi arrossati, come di chi ha pianto tanto: “Grazie Matteo, è come se mi avessi sbloccato qualcosa, dentro…” In questo senso mi sento fortunato; poter disporre di uno strumento tanto potente quanto la musica, il piano, per poter entrare dentro alle persone, con i ricordi e le immagini di Vila Velha.

Tutte le volte che qualcuno in sala si commuove… è inevitabile: la loro forte emozione si riflette dentro me e a fatica riesco a trattenermi e chi conosce bene la timbrica della mia voce, se ne accorge. E proprio in quei momenti sento quanto è forte il potere dell’amore, quanto rende vicini e quanto rende potenti, iniziando assieme, attraverso piccole cose a infonderlo e individualmente a lottare contro l’abitudine verso cose, che non dovrebbero nemmeno esistere.

 

Postato da: LaTavola a 09:39 | link | commenti (3)