AIDS, LA STORIA INVISIBILE Scienza, governo e industria nell'epidemia del XX secolo

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Utente: LaTavola
Nome: Matteo Giorgioni
E-MAIL: thonythonino@yahoo.it Tavole... al mondo ce ne sono tante. In questo blog ne troverete diverse. La scelta di "droppare" [l'atto di buttarsi da una rampa con una tavola da sk8] partendo dalla mia tesi di laurea: "AIDS, LA STORIA INVISIBILE", mi permette d'informare sulle connessioni storiche e recenti tra scienza, governi e industrie troppo spesso celati dall' "autorità" scientifica.

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domenica, 29 ottobre 2006

Ordem e progresso...Ordem e progreso

Fra poche ore, qua in Brasile, si sapra´quale sará il nuovo presidente. Entrambi i candidati nei loro interventi televisivi espongono fieri questa bandiera. Ordem e progresso: ORDINE E PROGRESSO. Dal momento in cui sono arrivato, una ventina di giorni fa, si respirava aria di clima elettorale ed e´curioso vedere le differenze e le analogie. Questa per me e´la seconda campagna elettorale vissuta all´estero, gia´capitó in Chile, quando ne usci vittoriosa la Bachelet. Le solite faccie di vetro, con un sorriso glaciale, le solite promesse e la solita logica del meno peggio che indirizza il tuo voto. Triste pensare che troppo spesso é solo l´economia a dirigere il senso politico di questi uomini ben vestiti. Mostrano il lato bello del Brasile: autostrade, metro, grattacieli e iper mega industrie. E io l´altra mattina, assieme al mio amico Greg ed un abitante di Vila Velha, Marco, siamo andati a caccia di ciri´(un tipo di granchio) e a tentare di pescare con le tradizionali tarrafas (reti a lancio) inzuppando i nostri piedi nel colloso mangue (uno strano tipo di fango in prossimitá di un fiume soggetto alle maree). Camminando ci siamo imbattuti in tantissime altre "Vila Velha" e pensavo all´"ordine e al progresso" tanto richiamato e tanto promesso, cosí ho scattato questa foto.

 

In questo momento ho appena finito di masticare l´ultima castagna di caju, ascoltando una canzone di una chiesa evangelista, suonata dal vivo che ricorda vagamente la sigla del cartone animato "Candy Candy". Osservo al di la´dell´inferiata che mi tiene protetto, dentro a questo internet point. Osservo la vita della favelas, viva. Sono le sei del pomeriggio ed é l´orario in cui le strade si accendono. Qua esiste ancora la vita di piazza, o meglio di strada (dimenticata da noi uomini "progrediti", ma anche dai cittadini della Fortaleza bene, del centro, che come noi occidentali ha sostituito la vita di strada con la vita da centri commerciali). Mi sento quindi fortunato di poter vivere la vita viva, qua in favelas, dove la parola d´ordine e´ disordine. Un ammasso di case, per lo piu´ prive di intonaco, tanti piccoli bazar che trasudano odori strani che vendono di tutto, dalle tipiche ciabatte infradito e sigarette sfuse a banane e formaggio. Gente che su una sorta di cariolino riciclato da una vecchia struttura di un frigorifero griglia spiedini di carne, di origine dubbia, emanando ulteriori odori quasi soffocanti. E tanta tanta altra gente che parla, seduta, fuori dalla propria casa, praticamente in mezzo alla strada. Altra che ride, che urla, che cammina che corre... i bimbi giocano i giochi che da noi si facevano una generazione fa. Forse due. Saltare la corda in gruppo, il gioco degli elastici e il classico zoppogalletto nei riquadri numerati. Moto smarmittate che assordano e l´aria sempre piu´pesante e priva di ossigeno in questa stanzetta di 16 metri quadrati. E in questo luogo disordinato e poco progredito della favelas di Pirambu, penso alle tante "vila velha" brasiliane, sud americane, sud mondiali, ancora piu´disordinate e ancora meno progredite. In questi luoghi, l´90% delle persone non hanno identita´, non hanno documenti, immaginano la loro eta´ e non hanno cittadinanza, sulla carta, in ambito politico... semplicemente, non esistono. E i brasiliani sono chiamati al voto... fra l´altro elettronico, dicono che un sistema fra i piu´evoluti al mondo.... ORDINE E PROGRESSO... fra poco si sapra´ chi vincera´... ma cosa???

E pensiamo un poco a noi.... (quando dico noi, intendo noi occcidentali razional-cartesiani, noi che stiamo bene, noi che possiamo permetterci di consumare, consumare, consumare.... Noi che giudichiamo gli altri sistemi, considerandoli inferiori, DISORDINATI e POCO PROGREDITI...) In effetti se confrontiamo queste strade, con quelle bolognesi, queste case, con i condomini bolognesi, subito appare il binomio ORDINE-DISORDINE. E cosi... il nostro progresso porta ordine. Per lo meno in apparenza... strade pulite, case perfette, vetrine di negozi brillanti, abiti sfarzosi.. visi ordinati..... ma quanto il progresso in realtá ci permette di progredire?? E questa ricerca dell´ordine supremo, dalla casalinga frustrata dall´iper pulizia, ai nostri abiti che non devono avere neanche una macchiolina.... quanto in realta´ci conduce ad un ordine interno, ad una quiete spirituale. Queste ricerche si traspongono tutte all´esterno di noi.... e perdiamo tempo.... tempo per vivere, tempo per concersi all´altro, tempo per condi-vivere...

Postato da: LaTavola a 21:12 | link | commenti (4)

lunedì, 16 ottobre 2006

Nero su bianco,bianco su nero...Arrivo

Entro...
lo cerco... lo vedo...
inspiro tutta l'aria che posso,
chiudo gli occhi.
Li riapro e la mia attenzione cade sullo sgabello, foderato di cuoio nero,
sul quale poco prima, avevo appoggiato un rametto, con due campanule arancioni.
Pianta tanto amata da mia nonna, dalla mia "Granny".
Tanti tasti bianchi e altrettanti neri respirano... hanno voglia di fondersi con il mio, attendono di essere sfiorati, toccati, suonati... sta per iniziare il dialogo. Ma non ancora...  mi avvicino, sollevo l'asse nera, brillante e dal suo bagliore, i miei occhi, lentamente, vedono affiorare i martelletti, in fila come uma squadriglia pronta all´attacco: colpire le corde, la struttura di ogni singola nota: l'essenza dei respiri, pronti a danzare, vibrare.
Mi avvicino allo sgabello, raccolgo il rametto, chiudo gli occhi, vedo il viso di mia nonna, segnato dall´eta´, sorridente, sereno.
Riapro gli occhi e metto il dolce rametto sopra all'asse nera e lê due campanule arancioni come il sole al tramonto, mi accarezzano,
come fossero occhi di un´anziano che ti vuole bene.
Mi siedo.... appoggio i polpastrelli sui respiri Bianchi, vivo un forte senso di gratitudine e inizio...
Una lunga serie di immagini della mia vita appaiono, quando chiudo gli occhi, una miriade di tasti pulsanti, vivi, mi sorridono, quando li riapro.Il mio canto d'anima, inizialmente delicato,
risveglia questo splendido piano, ancora addormentato,
come il fiume ed il mare, apparentemente due cose distinte,
cosi, matte e il piano si abbracciano, si inseguono
Il suono si fa spazio dentro ad ogni mia cellula, la melodia scorre dentro al mio sangue,
percorre tutto il mio corpo, i suoni continuano ad entrare, a farmi vibrare, mi purificano.
I tasti sono prolungamenti delle mie dita,
le mie dita sono gli affluenti dei suoi tasti....
fiume e mare, matte e il piano....
due elementi distinti, ma ora... un' unica cosa.
Scinderli e´ impossibile, e fluiscono imaggini passate e future.
Il primo incontro con Airton, esattamente un´anno fa, il primo contatto con una favela:
Vila velha.
InsegnaOra queste due parole, dipinte con vernice Bianca su un cartellone di lamiera nera.
Bianco su Nero, Nero su bianco, prima sui tasti di un piano, ora sull´insegna di Emaús.
Oggi, sabato... e´ il giorno del bazar. Questo mercatino dell´usato, al servizio dei poveri e´una vera e própria comunita´,dove accoglienza, lavoro e condivisione ne sono i pilastri fondanti. Emaús per Vila velha, Vila velha per Emaús, ognuno nutre l´altro: fiume e mare.
Se Vila Velha e´il corpo, Emaús e´il cuore pulsante, lê donazioni sono il cibo, lê persone sono il respiro e i loro sogni...  il suo sorriso. E il cuore pulsa dentro e fuori di me, batte forte, colpisce lê mie corde interne, lê fa suonare. Sono circondato da gente meravigliosa, capace di realizzare i propri sogni, poço a poço, giorno per giorno. Gente che ascolta e insegue il próprio battito del cuore si sente viva ed há voglia di reagire. Reagire....  gente che fa, piccole grandi cose....
Commosso osservo il cielo, sereno quanto me, in questa calda ma ventilata Fortaleza....
Ripercorro immagini di vita, il concerto del 29, tutte lê persone che si sono impegnate nella sua organizzazione, tutte lê persone presenti che mi hanno riempito di energia. Ogni vostro sguardo e´qua con me, ogni vostra frase e´qua con me, ...ringrazio. Vivo. Stringo forte al mio petto tutte lê persone che incontro, in questa mia seconda terra, in questa mia seconda e numerosa famiglia...
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Seguira´ un articolo scritto dal mio amico Greg, che ha scelto di condividere questo viaggio.
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Gemme preziose   di  Gregory Fabbri
La solidarieta`, l’amore disinteressato, la voglia, il bisogno di muoveresi per ricostruire la dignita`, ed in alcuni casi l’abitazione, di chi sta soffrendo per la perdita di entrambe, perche` immerso nella poverta` e nell’ignoranza fin dalla nascita: queste rarissime qualita` si trasformano in azione all’interno del Movimento Emaús.
Qui regna serenita` ed appagamento nonostante gli obiettivi siano um’infinita`, e scoraggerebbero il missionário piu` temerário e volenteroso.
Qui all’interno della sede Emaús Vila Velha i sorrisi dei bambini, onnipresenti, trasmettono la stessa gioia di vivere, típica dell’infanzia, degli adulti, sorrisi che ancor piu` delle maglie marchiate Emaús che indossano, li distinguono tra la gente.
Qui c’e` azione ...ed i risultati non faticano l’arrivare.
Ogni giorno vede nascere um’idea nuova e pratica che contribuisce l’avanzamento verso le mete. E´ difficile restare troppo a lungo fermi ad osservare l’impegno di questa gente senza sentire l’impellente necessita´ di muoversi per partecipare attivamente alle piccole-grandi realizzazioni quotidiane.
Cooperazione e´ la perfetta definizione di questo gruppo di persone, ed il piu´ importante e comune elemento che porta all’efficienza ed al successo, e´ l’esperienza di estrema poverta´ vissuta  da tutti. La poverta´ há arricchito i loro spiriti...mentre la ricchezza tende ad impoverirli.
Le gemme preziose qui sono gli occhi...çhe non risparmiano nessuno della loro positivita´ e disponibilita´, nemmeno l’ultimo italiano arrivato da due giorni e completamente ignorante di portoghese e del loro tipo di umanita´.

Postato da: LaTavola a 15:42 | link | commenti (3)