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Nome: Matteo Giorgioni
E-MAIL: thonythonino@yahoo.it
Tavole... al mondo ce ne sono tante.
In questo blog ne troverete diverse.
La scelta di "droppare" [l'atto di buttarsi da una rampa con una tavola da sk8] partendo dalla mia tesi di laurea: "AIDS, LA STORIA INVISIBILE",
mi permette d'informare sulle connessioni storiche e recenti tra scienza, governi e industrie troppo spesso celati dall' "autorità" scientifica.
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Ordem e progresso...
Fra poche ore, qua in Brasile, si sapra´quale sará il nuovo presidente. Entrambi i candidati nei loro interventi televisivi espongono fieri questa bandiera. Ordem e progresso: ORDINE E PROGRESSO. Dal momento in cui sono arrivato, una ventina di giorni fa, si respirava aria di clima elettorale ed e´curioso vedere le differenze e le analogie. Questa per me e´la seconda campagna elettorale vissuta all´estero, gia´capitó in Chile, quando ne usci vittoriosa la Bachelet. Le solite faccie di vetro, con un sorriso glaciale, le solite promesse e la solita logica del meno peggio che indirizza il tuo voto. Triste pensare che troppo spesso é solo l´economia a dirigere il senso politico di questi uomini ben vestiti. Mostrano il lato bello del Brasile: autostrade, metro, grattacieli e iper mega industrie. E io l´altra mattina, assieme al mio amico Greg ed un abitante di Vila Velha, Marco, siamo andati a caccia di ciri´(un tipo di granchio) e a tentare di pescare con le tradizionali tarrafas (reti a lancio) inzuppando i nostri piedi nel colloso mangue (uno strano tipo di fango in prossimitá di un fiume soggetto alle maree). Camminando ci siamo imbattuti in tantissime altre "Vila Velha" e pensavo all´"ordine e al progresso" tanto richiamato e tanto promesso, cosí ho scattato questa foto.
In questo momento ho appena finito di masticare l´ultima castagna di caju, ascoltando una canzone di una chiesa evangelista, suonata dal vivo che ricorda vagamente la sigla del cartone animato "Candy Candy". Osservo al di la´dell´inferiata che mi tiene protetto, dentro a questo internet point. Osservo la vita della favelas, viva. Sono le sei del pomeriggio ed é l´orario in cui le strade si accendono. Qua esiste ancora la vita di piazza, o meglio di strada (dimenticata da noi uomini "progrediti", ma anche dai cittadini della Fortaleza bene, del centro, che come noi occidentali ha sostituito la vita di strada con la vita da centri commerciali). Mi sento quindi fortunato di poter vivere la vita viva, qua in favelas, dove la parola d´ordine e´ disordine. Un ammasso di case, per lo piu´ prive di intonaco, tanti piccoli bazar che trasudano odori strani che vendono di tutto, dalle tipiche ciabatte infradito e sigarette sfuse a banane e formaggio. Gente che su una sorta di cariolino riciclato da una vecchia struttura di un frigorifero griglia spiedini di carne, di origine dubbia, emanando ulteriori odori quasi soffocanti. E tanta tanta altra gente che parla, seduta, fuori dalla propria casa, praticamente in mezzo alla strada. Altra che ride, che urla, che cammina che corre... i bimbi giocano i giochi che da noi si facevano una generazione fa. Forse due. Saltare la corda in gruppo, il gioco degli elastici e il classico zoppogalletto nei riquadri numerati. Moto smarmittate che assordano e l´aria sempre piu´pesante e priva di ossigeno in questa stanzetta di 16 metri quadrati. E in questo luogo disordinato e poco progredito della favelas di Pirambu, penso alle tante "vila velha" brasiliane, sud americane, sud mondiali, ancora piu´disordinate e ancora meno progredite. In questi luoghi, l´90% delle persone non hanno identita´, non hanno documenti, immaginano la loro eta´ e non hanno cittadinanza, sulla carta, in ambito politico... semplicemente, non esistono. E i brasiliani sono chiamati al voto... fra l´altro elettronico, dicono che un sistema fra i piu´evoluti al mondo.... ORDINE E PROGRESSO... fra poco si sapra´ chi vincera´... ma cosa???
E pensiamo un poco a noi.... (quando dico noi, intendo noi occcidentali razional-cartesiani, noi che stiamo bene, noi che possiamo permetterci di consumare, consumare, consumare.... Noi che giudichiamo gli altri sistemi, considerandoli inferiori, DISORDINATI e POCO PROGREDITI...) In effetti se confrontiamo queste strade, con quelle bolognesi, queste case, con i condomini bolognesi, subito appare il binomio ORDINE-DISORDINE. E cosi... il nostro progresso porta ordine. Per lo meno in apparenza... strade pulite, case perfette, vetrine di negozi brillanti, abiti sfarzosi.. visi ordinati..... ma quanto il progresso in realtá ci permette di progredire?? E questa ricerca dell´ordine supremo, dalla casalinga frustrata dall´iper pulizia, ai nostri abiti che non devono avere neanche una macchiolina.... quanto in realta´ci conduce ad un ordine interno, ad una quiete spirituale. Queste ricerche si traspongono tutte all´esterno di noi.... e perdiamo tempo.... tempo per vivere, tempo per concersi all´altro, tempo per condi-vivere...
Nero su bianco,bianco su nero...
Ora queste due parole, dipinte con vernice Bianca su un cartellone di lamiera nera.