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Nome: Matteo Giorgioni
E-MAIL: thonythonino@yahoo.it
Tavole... al mondo ce ne sono tante.
In questo blog ne troverete diverse.
La scelta di "droppare" [l'atto di buttarsi da una rampa con una tavola da sk8] partendo dalla mia tesi di laurea: "AIDS, LA STORIA INVISIBILE",
mi permette d'informare sulle connessioni storiche e recenti tra scienza, governi e industrie troppo spesso celati dall' "autorità" scientifica.
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Note di Viaggio...
Strano… molto distacco dal blog… più di due mesi.
Un altro lungo viaggio, mi attendeva al ritorno dal Sud America.
La fine di un amore, la scomparsa di un amico, han fatto sì che Matte partisse… Verso se stesso, verso una solitudine cosciente, accettata, vissuta.
Secondo certe culture, dopo tre mesi trascorsi soli, dentro ad una foresta, si diventa uomini. Il mio bosco mi stava aspettando, da tempo. Ma io ne son sempre fuggito, per paura. Poco voglia di esternare e questo, per Matte è cosa insolita. Strano come ascoltare Beethoven in maggiore,sinfonia n.1, che sta accompagnando questa mio flusso di scrittura.Sono così, lentamente sceso… sempre più giù, per vivere il mio fondo. Non solo toccarlo.
Le note hanno sempre accompagnato questo mio viaggio, alleviando o amplificando dolori. Sempre al mio fianco, amiche fedeli, le note mi hanno condotto nel bosco. Da qui, la mia scelta di rendere loro omaggio, dedicando uno spazio, sacro, dove anche le note sono libere di riposare, di interrogarsi, di comprendersi.
Sono così, lentamente sceso… sempre più giù, per vivere il mio fondo. Non solo toccarlo.
Ho iniziato con il ripulire, incrostazioni remote, nelle segrete… della mia casa, della mia mente.
La foresta era fitta, confusa… ma fresca. Era il posto giusto, dove cercarmi. Stare solo.
E in questo i miei amici mi hanno profondamente rispettato, compreso e le note… sorretto.
Dopo la pulizia, la creazione e la ricerca involontaria di ciò che di prezioso stava attendendo Matte, il confine tra il "grande" e il "piccolo" si faceva sempre più labile e avvenimenti, interiorizzati, mi han permesso di nuotare in un oceano e scorgere tra l’orizzonte un’isola. Raggiungibile fino a quel momento, solo con le note. Elementi ed anime, terrene e ultraterrene, mi davano forza, compagnia... in questo mio viaggio all’interno del bosco. Scovai una commemorazione eterna. Da qui, la scelta e il momento giusto di unire l’arte, per inaugurare la scoperta, tanto semplice, ma altrettanto sofferta.
"Arte in una notte di mezza estate", al termine dei tre mesi di solitudine, ha dato avvio ad una rinascita. Intento ben riuscito, di unificare varie forme d’arte, vari artisti, tanto da generare un’onda talmente impetuosa, in grado di raggiungere l’irraggiungibile, portare tra noi chi è molto lontano. Commemorazione eterna, nottata eterna, dentro ai cuori di chi ne è stato abbracciato.
Non unica, ma la prima…
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Poi, poco dopo… una telefonata, dai miei genitori, che tanto avrebbero voluto partecipare a questa dolce notte di fine luglio… ma che si trovavano in un’altra isola. Le mie note e le immagini della realizzazione dell’acquedotto nella baraccopoli di Vila Velha, ascoltate e osservate da un sindaco di un paese che ogni giorno contempla silenzioso le isole Eolie, han fatto sì che decidesse di offrirmi un’occasione speciale: la possibilità di avere a disposizione per due serate, la piazza del paese. Da subito iniziai a pensarlo non come uno spettacolo, ma piuttosto come una sorta di viaggio, in cui accompagnare altre persone, attraverso la mia musica, parole e immagini, nella realtà di una favelas, nel vivo del contrappasso capitalista. Le note, quasi come volessero ringraziarmi, mi hanno così condotto in questo ulteriore viaggio. Probabilmente, se non avessi accettato di entrare dentro al bosco che mi attendeva da tempo, non sarei riuscito a reggere una situazione come questa, solo, sul palco, non unicamente per suonare, ma soprattutto per sensibilizzare. Non sono mancate le paure, non tanto dell’insuccesso, quanto di un’eventuale indifferenza, specialmente in un clima che si respira in una meta turistica, dove vige la voglia di divertirsi, di leggerezza, non certo di impegno sociale e umano. Invece…
Incredibilmente tanta, tanta gente si fermava, ascoltava, osservava, si commuoveva.
Molte situazioni emozionanti si sono create: testimonianze dirette di brasiliane adottate da italiani, Alì, un bambino di 12 anni del bangladesh, venditore di rose, che devolve 3 euro, comprando un ciondolo senza preoccuparsi delle conseguenze che magari lo attendono al ritorno e che nella seconda serata mi aiuta a smontare l’attrezzatura fino alle due di notte. Un medico, un dentista e un farmacista omeopatico che propone di coltivare piante curative salmastre e tre infermiere interessate ad aiutare nel concreto, molte frasi forti, indimenticabili, molti sguardi profondi, grati.
Ringrazio tutti voi, di cuore, per tutto ciò che mi avete offerto, per avermi dato un’enorme energia, per gli abbracci, gli incitamenti, ma soprattutto per la collaborazione. Avete comprato centinaia di CD, centinaia di ciondoli, offrendo un rilevante contributo per gli abitanti di Vila Velha. Ci rivedremo presto, su altre piazze, dove altri cortometraggi vi documenteranno i nuovi progetti: le "piccole cose" che verranno realizzate. Grazie ancora… di aver deciso di suonar di sognare assieme a me…