AIDS, LA STORIA INVISIBILE Scienza, governo e industria nell'epidemia del XX secolo

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Utente: LaTavola
Nome: Matteo Giorgioni
E-MAIL: thonythonino@yahoo.it Tavole... al mondo ce ne sono tante. In questo blog ne troverete diverse. La scelta di "droppare" [l'atto di buttarsi da una rampa con una tavola da sk8] partendo dalla mia tesi di laurea: "AIDS, LA STORIA INVISIBILE", mi permette d'informare sulle connessioni storiche e recenti tra scienza, governi e industrie troppo spesso celati dall' "autorità" scientifica.

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lunedì, 19 giugno 2006

Ho suonato di Sognare...Scansione+contrasto

Ho suonato di Sognare:

che questo mondo un giorno possa cambiare…

Le note hanno la magia di farci volare,

in nuovi mondi farci atterrare:

dove si vive per amare.

E così… amici cari,

viaggiamo insieme in questi mondi rari.

Da quando sono tornato,

componendo musica… sono riaffiorato,

dalla mia voce zittita,

dialogando con il mio piano, attraverso le mie dita.

5 brani, momenti della mia vita,

il mio canto d’anima, ne avrà una… infinita.

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Chiunque sia interessato a capire il genere di viaggio che gli spetta, può ascoltare e scaricarsi il file audio mp3 che trova sulla colonna sinistra del Blog scorrendo con il mouse verso il basso finchè non si incontra il file " MEDLEY ANTEPRIMA DISCO"... e' una mia improvvisazione-medley dei brani che troverete il cd (costo 10 euro coprese spese di spedizione) superlfuo ma doveroso ricordarvi che l'intero ricavato sarà utilizzato per sostenere i progetti "El grande cambio empieza desde las pequenas cosas"...

grazie e...

buon viaggio

 

Postato da: LaTavola a 17:36 | link | commenti (5)

venerdì, 09 giugno 2006

Questa, sarà l'ultima volta?585kb

Una domanda. Le mani sudate appoggiano la cariola al suolo. L’uomo guarda stupito, uno strano canale, scavato da poco, nel suolo. Riguarda la sua cariola, stipata di taniche piene d’acqua.

 Brasile, periferia di Fortaleza, favelas di Vila Velha (Vecchia Città).

A differenza del significato del nome del luogo, questo luogo ha vita breve, poco più di due anni. E più una favelas è recente, maggiori sono le condizioni estreme di povertà. In questo caso la maggior parte delle abitazioni è costruita con materiali trovati nell’immondizia, rami e fango. A causa delle forti piogge o delle inondazioni marine,la stessa baracca che dà riparo, da un momento all’altro, si può trasformare in una trappola mortale. E’ uno dei tanti luoghi dimenticati dal mondo, che rientra nelle dinamiche socio-economiche tipiche delle periferie delle grandi città sudamericane: attorno al centro delle metropoli intrise di ricchezza, benessere, progresso tecnologico, enormi grattacieli, uffici, multinazionali e ogni tipo di servizio, si trovano questi enormi alveari di povera gente, attratta da una speranza. Questi grandi flussi migratori creano livelli di vita, per noi, impensabili.

La maggioranza delle persone non hanno lavoro, non hanno da mangiare, vivono in condizioni igieniche al limite della sopravvivenza e, a Vila Velha, non hanno neppure l’acqua. Per poterne recuperare una pseudo potabile, sono costretti a fare chilometri a piedi con una cariola, ovviamente chi ne ha la forza. Questa è la seconda volta che entro a stretto contatto con questa comunità. Sono voluto tornare principalmente in mezzo a questa condizione di vita inumana, proprio per l’aspetto umano: i loro occhi e il loro desiderio di rialzarsi da questa situazione mi chiamavano. La voglia di aiutare queste persone, ponendomi in ascolto, in un clima di pura collaborazione, ci ha permesso di fare nel concreto una piccola-grande azione. Una mattina, dopo essere stato a salutare dei bimbi recentemente curati da infezioni epidermiche,  per accertarmi del loro miglioramento, noto in un angolo cinque uomini che, con zappa alla mano, stanno scavando una canaletta, nel terreno sabbioso e salato. Mi informo e mi dicono che hanno trovato una fonte da dove prelevare l’acqua. Cosi, assieme al mio amico Airton, abbiamo individuato una linea diagonale che attraversasse l’intera comunità e con i soldi provenienti da una lotteria sociale che si svolge dove lavora mio padre e altre piccole cifre donate da amici italiani, abbiamo comprato mezzo chilometro di tubi. Ora, 150 famiglie e la scuola “Casa do fazer” costruita grazie ad Airton hanno l’acqua: possono bere, lavarsi e cucinare. Con la loro voglia di reagire e un’intensa collaborazione umana, siamo riusciti a fare questa piccola-grande cosa nella terra salata di Vila Velha.

Per documentare il lavoro svolto, un collega di mio babbo, si è offerto gentilmente di fare un piccolo montaggio video di 4 minuti, con le foto scattate sul campo durante questa straordinaria azione. Lo ringrazio profondamente e chiunque volesse vederlo può scaricarlo liberamente a questo indirizzo:

http://xoomer.alice.it/pequenascosas/fortalezafoto.avi  ( se per caso riuscite a saricare solo l'audio significa che il vostro pc non dispone di un decompressore dvx, potete provvedere scaricandovelo gratis da internet dal sito WWW.DIVX.COM )

Un grande abbraccio a tutti

Postato da: LaTavola a 18:13 | link | commenti